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Diagnostico Inadeguato
Trattamento e Prevenzione dell'AIDS

LE PROVE USATE IN QUELLO DIAGNOSTICO DEL HIV NON SONO ADEGUATE

LE PROVE USATE IN QUELLO DIAGNOSTICO DEL HIV NON SONO ADEGUATE




Il seguente è la conferenza che il dottore Roberto Giraldo dettò nel Fondazione Amore di Cali, nell'Aula Massima dell'Università di Antiochia nella cornice dell'II Congresso Nazionale di Studenti di Batteriologia, ed in quello
Auditorium della Biblioteca Pubblica di Itagüí, durante il mese di aprile di 1999.

I. LE PROVE DI ELISA, WESTERN BLOT E CARICO VIRALE, USATE IN QUELLO DIAGNOSTICO DI L'INFEZIONE HIV NON SONO ADEGUATE

I seguenti fatti scientifici sostentano tale affermazione:

1.1. la definizione di AIDS stabilita per i Centri per il Controllo di Malattie (CDC) del Governo Federale dello Stati Uniti richiede della presenza di un risultato positivo nelle prove per anticorpi per il VIH(1). Questa definizione è accettata nel mondo intero. L'importanza del HIV in questo
definizione è tanto marcata che attualmente molti investigatori dell'AIDS, professionisti della salute e genti del comune, seguendo le orientazioni dell'Istituto di Medicina e dell'Accademia Nazionale di Scienze dello Stati Uniti e quella della maggioranza degli investigatori dell'AIDS, preferiscono richiamare ora all'AIDS infezione HIV.

1.2. le prove usate con maggiore frequenza per diagnosticare l'infezione HIV sono la prova di Elisa o prova rastreadora, il Western blot o prova
confirmatoria ed il PCR o carica viral"(8-11). In Stati Uniti le prove di Elisa e di Western blot, quando si realizzano giunte, costituiscono quello che si conosce come Prova dell'AIDS. suppostamente Queste due prove scoprono anticorpi anti HIV.

Il carico virale o prova del PCR è una prova genetica per mezza della quale si fanno copie di frammenti piccoli di acido nucleícos che, come si regge, appartengono esclusivamente al HIV. Queste sono le stesse prove che Lei
usano per chequear il HIV in donne incinta, neonati, bambini, ed in tutte le altre persone. Il problema con queste prove è che un risultato positivo in esse non garantisce che la persona sia realmente infettata con quello
VIH(12-21).

1.3. attualmente un risultato positivo in denominata la Prova dell'AIDS

(Elisa e Western blot) è sinonimico di infezione HIV e è interpretato come un rischio per sviluppare il SIDA(8-11).
Sinembargo, queste prove per anticorpi contro il HIV non sono standardizzate né sono riproducibili.

Esse non indicano infezione HIV, né indicano la stessa cosa in
tutte le persone. Sono interpretate in forma differente per i laboratori e países(12). In Stati Uniti sono interpretate in maniera distinta alla Russia, Canada, Australia, Africa, Europa e Meridionale América(22-27). Questo indica, per esempio, che
una persona che è positiva in Africa può essere negativa all'essere chequeada in Australia, o che una persona che è negativa in Canada Lei ritorno positivo all'essere chequeada nell'Africa(28). Un altro problema è che una stessa dimostrazione di sangue può dare 19 risultati differenti nel Western blot, all'essere chequeada per 19 aboratorios differenti.

1.4. gli antigeni, proteine o bande del Western blot i quali sono considerati specifici per il HIV, possono essere geneticamente codificati per il genoma del HIV. Tutto
indica che realmente queste sostanze corrispondono a proteine delle cellule umane.

1.5. in medicina clinica, l'unico metodo valido per stabilire la sensibilità e l'especifidad di una prova diagnóstica, è il paragone della prova in
questione col suo standar di oro. l'unico standar di oro possibile per le prove del HIV è il virus dell'immunodeficienza umana stesso. Dato che il HIV
non è stato mai isolato come un'entità virale indipendente, libera e purificada(31), non è possibile definire in forma corretta la sensibilità e la specificità di nessuna delle prove per il HIV.

Attualmente, la sensibilità e la specificità di queste prove per il HIV sono definite non per il paragone col HIV stesso, bensì per il paragone della prova in questione con le manifestazioni cliniche dell'AIDS o con gli scrutini delle cellule T4.

Nel momento presente non exite standar riconoscente per
stabilire la presenza o assenza di anticorpi anti HIV-1 nel sangue umano. Pertanto la sensibilità si stabilisce in base alla diagnosi clinica dell'AIDS e l'especifidad in base a donatori di sangue a caso.

Dato che non esiste standar di oro per stabilire la specificità di queste prove, tutti i risultati positivi per il HIV devono essere considerati
risultati falsi positivi.

1.6. esistono abbondanti pubblicazioni scientifiche che spiegano come ci sono più di 70 condizioni differenti che possono fare che le prove per anticorpi anti
HIV reagiscano positivamente senza che esista infezione HIV.

In altre parole, ci sono scientificamente più di 70 ragioni riconoscenti per reazioni false positive nelle prove per il HIV. Questo fatto si sente ampiamente documentato nella letteratura scientifica.

1.7. ovviamente che abbatte sapere che la diagnosi dell'infezione HIV sia basato in prove che non sono specifiche per il HIV. Tuttavia, l'evidenza
scienziata ci dice che una persona può reagire positivamente nelle prove per il HIV senza che sia infettata col HIV.

1.8. le compagnie farmaceutiche che fabbricano e commercializzano i reagenti per queste prove riconoscono la cosa inappropriata delle stesse, e è come nelle istruzioni che vengono coi reagenti affermano: La prova di Elisa sola non può essere usata per la diagnosi dell'AIDS, neanche quando positivamente le dimostrazioni che reagiscono suggeriscano con alta probabilità la presenza di anticorpi anti HIV-1"(32). Le istruzioni per una delle più conosciute prove di Western blot specificano:

Non usi questa prova come l'unica base per la diagnosi dell'infezione HIV-1.

Le istruzioni che vengono coi
reagenti più comunemente usate nella prova di carico virale stabiliscono che La prova Amplicor per monitorizzare al HIV-1 non deve usarsi come una prova rastreadora né come una prova diagnóstica per confermare la presenza del
infezione VIH"(35). Il problema non è solamente che la maggioranza degli investigatori dell'AIDS, giornalisti, persone del comune, non conoscano questi fatti, bensì inoltre che le persone incaricate dell'attenzione della salute dei
neanche persone, lo sappiano. È come se non ci fosse interesse da parte delle entità ufficiali in fare conoscere questi fatti ai professionisti della salute ed alle altre persone.

1.9. dato che i risultati della prova del carico virale sono dati in copie per centimetro cubo di plasma(35) degli investigatori dell'AIDS, i professionisti della salute e le altre persone possono pensare che questo risultato rappresenti copie del virus stesso (12-36-41). tuttavia, solamente la prova del carico virale fa copie di frammenti degli acidi nucleici. La prova no
conto al HIV stesso.

Una prova positiva di carico virale non può essere interpretata come se stesse lì il genoma completo del HIV, e pertanto questa prova non può essere usata per contare virus.

1.10. i risultati nella prova del carico virale non sono riproducibili. Questo può verta negli ampi margini di variabilità accettati per i controlli per le compagnie che li fabbricano. Per esempio, Roche accetta una variabilità per il controllo positivo sotto tra 880 e 7.900 copie per ml {lot #0034}, ed una variabilità per il controllo positivo alto tra 79.000 e 710.000 copie per ml
{lot #0041} [Roche, Amplicor HIV-1 Monitor test Lot #88618, expiration January
1999].

La cosa più importante di tutto è che anche la mancanza dello standar di oro per l'infezione per il HIV, si applica alla sensibilità e la specificità della prova del carico virale o PCR (12-41-42). Come conseguenza, la specificità della prova del carico virale non è stata mai definita in una forma adeguata.

Pertanto, tutti i risultati positivi nella prova del carico virale sono risultati anche falsi positivi per il HIV.

1.11. le persone hanno il diritto al consenso dopo essere stato ben informate. Tuttavia, questo diritto di consentire inferisce il diritto ad avere una buona informazione. Non c'è giustificazione possibile per il fatto che la maggioranza delle persone non siano stati informate circa l'inadeguate che sono le prove per la diagnosi dell'infezione HIV.

Il mantenere questa informazione viola il diritto delle persone a realizzare consensi circa la sua salute, dopo essere stato ben informate. Le implicazioni legali di questa situazione sono state notate.

2. ESSERE HIV POSITIVO NON INDICA ESSERE INFETTATO CON IL HIV

I seguenti fatti scientifici sostentano questa asseverazione:

2.1. c'è un numero crescente di pubblicazioni scientifiche che spiegano in dettaglio come le prove per il HIV non sono specifiche per il HIV. Ci sono molte altre ragioni oltre all'infezione passata o recente col HIV per spiegare il perché un individuo reagisce positivamente in queste prove.

In altre parole queste prove possono reagire come positive in assenza dell'infezione HIV.

2.2. alcune delle condizioni che causano falsi positivi in denominata la prova dell'AIDS, sono: l'infezione passata o recente con una varietà di batteri, parassiti, virus e funghi includendo la tubercolosi, malaria,
leismaniasis, influenza, raffreddore comune, lebbra ed una storia di malattie di trasmissione sessuale, la presenza di anticorpi poliespecíficos, i
hipergamaglobulinemias, la presenza di atto anticorpi contro una varietà di cellule e tessuti, le vaccinazioni, e l'amministrazione di gamaglobulinas o immunoglobuline; la presenza di malattie autoinmunes come il lupus
eritematoso sistemico, l'esclerodermia, la dermatomiositis e l'artrite reumatoidea, l'esistenza della gravidanza e la multiparidad; una storia di inseminazione rettale, l'addizione alle droghe recreacionales; varie malattie
renali, l'insufficienza renale e l'emodialisi, una storia di transplante di un organo; la presenza di una varietà di tumori; molte malattie epatiche includendo alla malattia alcolica epatica, l'emofilia, le trasfusioni sanguinee e l'amministrazione di fattori di coagulazione e compreso la semplice condizione di invecchiare.

2.3. è interessante annotare che tutte questi condizioni che fanno che le prove per il HIV reagiscano come positive nell'assenza del HIV, sono condizioni che sono presenti con una varia distribuzione e concentrazione
dentro tutti i gruppi di persone riconoscenti come gruppi di rischio per l'AIDS, nei paesi sviluppati. Uguale succede con l'immensa maggioranza degli abitanti del mondo sottosviluppato. Con ogni probabilità questo indica che molte persone fedeli alle droghe (includendo le donne incinta), certi uomini omosessuali ed alcuni emofiliaci dei paesi sviluppati, come la gran maggioranza degli uomini e donne dell'Africa, Asia e Meridionale America ed i Caraibi, che presentano reazioni positive nelle prove per il HIV, reagiscono così dovuto a condizioni differenti ad essere infettati col HIV.

2.4. è ben conosciuto, per esempio, che le persone con AIDS o a rischio di svilupparlo, hanno alti livelli di anticorpi (immunoglobuline) come conseguenza di essere stato esposti a quantità significative di una
varietà di sostanze strane, tali come droghi recreacionales, seme, fattore VIII della coagulazione, sangue ed i suoi componenti, malattie di trasmissione
sessuale ed altre infecciones.Todas queste sostanze sono agenti ossidanti che generano stress oxidativo.

2.5. c'è inoltre una gran quantità di informazione scientifica che nota dell'alta frequenza con che si presentano reazioni non specifiche tra le quali sono considerato possibile antigeni retrovirales e gli anticorpi non relazionati con essi. È pertanto possibile concludere che le chiamate prove per il HIV reagiscono positivamente in presenza di quegli anticorpi
inespecíficos. In altre parole che un risultato positivo in una prova di anticorpi per il HIV può essere il risultato di una su-stimolazione antigénica previo, prima che conseguenza di un'infezione col HIV o di
chiunque un'altra retroviral.

2.6. inoltre si è proporsi che gli anticorpi anti HIV siano un tabellone di laboratorio per l'uso di droghe recreacionales in Stati Uniti ed Europa.

2.7. essere HIV positivo o sieropositivo, cioè, reagire positivamente nelle prove di anticorpi per il HIV, indicherebbe allora che l'individuo è stato esposto a molti sfide antigénicos e tossici. Questo significa che la persona sieropositiva è stata esposta ad una varietà di agenti ossidanti.

Il sistema immunologico di queste persone è stato pertanto rispondendo ad una quantità grande di stimoli inmunogénicos ed inmunotóxicos. Il sistema immunologico di questi individui sieropositivi per il HIV, sta
allora indebolito (ossidato) dopo essere stato sobreestimulado, e come conseguenza il suo rischio di sviluppare l'AIDS è maggiore che quello di quelli che
sono HIV negativi o sieronegativi.

2.8. di un altro lato, ancora se la prova dell'AIDS fuori capace di scoprire anticorpi anti HIV, non sarebbe logico dire che la presenza di questi anticorpi indichi infezione attiva. Semplicemente la presenza di anticorpi contro qualunque virus indica risposta immune umorale contro quello virus e non necessariamente che il virus sia attivo e molto meno che questo sia patogeno.

Uno può avere anticorpi contro molti germi senza che
detti germi siano attivi, patogénicamente attivi, o semplicemente che siano presenti. Nella maggioranza dei casi, gli anticorpi anti virali indica immunità. Questa è la base stessa per la vaccinazione contro le malattie virali. Ancora se le prove in questione fossero
specifiche per anticorpi anti HIV, la domanda sarebbe allora la seguente:

Come è quello che nel caso dell'AIDS la presenza di anticorpi indichi malattia o rischio per lei, invece di indicare protezione contro detta malattia?

2.9. non c'è giustificazione alcuna affinché non si sia informato alle persone sieropositive, né ai malati, né al pubblico, i fatti descritti qui.

Senza tutti i pros e contras le persone non possono prendere decisioni adeguate circa la sua salute.

3. IL DENOMINATO VIRUS DELL'AIDS O NEANCHE HIV SEMBRA CHE ESISTA

La biofisico Eleni Papadopulos-Eleopulos, ed il suo gruppo di investigazione dell'Ospedale Reale di Perth, nell'ovest dell'Australia, furono i primi scienziati in mecionar il fatto che il HIV non è stato mai aislado(12). Per
vari anni Papadopulos-Eleopulos ed i suoi compagni stanno pubblicando articoli sui quali descrivono con lusso di dettagli i fatto scientifici che sostentano come quello denominato virus dell'AIDS o neanche HIV sembra che esista:

3.1. il procedimento corretto usato durante più di mezzo secolo per riuscire l'isolamento di un retrovirus è il seguente:

a) Trovare nelle cellule di coltivazione infettate particelle con un diametro di 100-120nM e che contengano i denominati corpi interni o corazza e che la sua superficie si trovi coperta di espículas.

b) Che queste particelle formino una banda di sedimentazione ad una densità di 1.16 gm/ml di sucrosa.

c) Nella banda di densità di 1.16mg/ml non deve avere niente differente alle particelle con le caratteristiche morfologiche di una particella retroviral.

d) Le particelle devono contenere solo RNA e non DNA, ed il RNA deve avere consistentemente lo stesso volume [numero di basi] e composizione, non importando le volte che l'esperimento si ripeta.

e) Quando le particelle sono introdotte in coltivazioni secondarie, esse sono prese per le cellule della coltivazione, il RNA cellulare, e dopo DNA è trascritto di nuovo a RNA il quale è allora tradotto in proteine.

f) Come risultato, le cellule di queste coltivazioni secondarie liberano particelle al mezzo di coltivazione.

g) Le particelle liberate al mezzo di coltivazione secondaria devono avere esattamente le stesse caratteristiche della particella originale, e pertanto devono essere morfologicamente identiche, sendimentar a 1.16 gm/ml e devono contenere le stesse proteine e lo stesso RNA che la particella originale. Nessuno di questi passi si è riuscito nel caso del HIV.

3.2. nessuno degli investigatori che affermano avere isolato al HIV hanno mostrato la presenza di particelle con le caratteristiche morfologiche di retrovirus e che abbiano sedimentato a 1.16 mg/ml di sucrosa.

Il parola isolamento, utilizzata per la maggioranza degli investigatori è scorretta e creda confusione. Né Montagnier, né Gallo, né Levy, isolarono particelle da HIV, né particelle di qualche altro retrovirus e neanche isolarono particella virale alcuna.

3.3. dato che nel caso dell'AIDS nessun particella retroviral [retrovirus] è stato qualche volta isolata da coltivazione alcuno, l'esistenza del HIV è stata stabilita in forma allusione: per la presenza dei co-coltivazioni di sangue di individui con AIDS o di sangue di individui HIV positivi, proteinas/glicoproteinas tali come gp160/150, gp120, gp45/41/40, p34/32, p24/25 e p18/17, suppostamente tutte appartengono al HIV, per la presenza
di enzimi tali come la transcriptasi rovesciata che appartiene suppostamente al HIV, e per la presenza di frammenti di RNA o di DNA che suppostamente anche
appartengono al HIV.

Tuttavia, non si è dimostrato mai che alcuna di queste sostanze faccia parte del HIV. Non è possibile dimostrare che le sostanze contrarie nelle coltivazioni appartengano ad una particella virale che non è stato mai veda ad una densità di 1.16gm/ml. Per dimostrare che queste sostanze fanno
parte di un retrovirus denominato HIV, è assolutamente necessario che detto retrovirus sia stato previamente isolato o separato di chiunque un'altra cosa. Questo non è successo mai nel caso del VIH(31).

3.4. è interessante annotare che le sostanze enumerate nel numerale 3.3. si assicura che appaiono esclusivamente quando si co-coltiva sangue suppostamente infettato col HIV e cellule anormali di pazienti leucemici o linfociti del cordone umbilical(31). Il problema è che le stesse sostanze possono ottenersi delle stesse coltivazioni in assenza del sangue suppostamente infettato col HIV.

3.5. le coltivazioni dove si trovano sopra i suo tancias descritte, sono coltivazioni che sono stati intensamente stimolati con fitohemaglutinina, interleukina 2, antisiero contro interferone umano e con altri agenti.

Questi stimolanti di coltivazione sono agenti oxidantes(31-47). Il problema è che lo stesso tipo di materiale può trovarsi in coltivazioni di linfociti di persone normali, a patto che questi siano stimolati con gli stessi
agenti.

È interessante annotare che la presenza di antiossidanti nelle coltivazioni evita che appaia il magnifico HIV.

3.6. le sostanze enumerate nel numerale 3.3. in nessun modo sono specifiche del HIV. Per esempio, si accetta attualmente che la transcriptasi rovesciata può essere associata a molte altre entità differenti a
retrovirus, includendo a cellule eucariotas, ad alcuni vierus DNA di piante ed animali, e compreso ad alcuni intriones.

Gallo ed i suoi compagni assicurano che il sobrenadante libero di cellule delle coltivazioni infettate trattiene DNA dal HIV. Essi si dimenticano che, per definizione, i retrovirus è particelle infettive che contengono solo RNA. Quando i retrovirus mette alla cellula il suo RNA è trascritto in forma rovesciata a DNA, il quale è a sua volta integrato al DNA cellulare come un provirus, egli quale significa che il DNA del HIV può essere solo presente dentro la cellula
ospite e non in nessuna altra parte.

Esiste anche evidenza che il RNA o i DNA presenti nel sobrenadante delle coltivazioni siano un effetto della stimolazione per policationes ed agenti ossidanti, prima che indicare lì la presenza di un retrovirus.

La clonazione del HIV non ha senso. Senza avere isolato una particella retroviral che contenga dentro la sua corazza al RNA, la clonazione da un RNA specifico del HIV non è possibile.

3.7. fino al presente nessuno ha dimostrato evidenza alcuna che le denominate proteine o antigeni del VIH[gp160/150, gp120, gp41/45/40, p34/32, p24/25, p18/17] siano costituenti del HIV, di una particella retroviral o che
almeno siano parte di una particella virale cualquiera(31).

3.8. le proteine ed antigeni provenienti di coltivazioni stimolate costituiscono la base per le prove di anticorpi antiVIH: Elisa e Western blot(31-73). I frammenti di RNA provenienti di coltivazioni stimolate costituiscono il fondamento della prova del carico virale del HIV. Questa è attualmente la ragione primordiale per mezza della quale le prove usate nella diagnosi dell'infezione HIV, non sono specifiche per ciò
.
3.9. nella rivista Virology di febbraio di 1997, due gruppi differenti di investigatori pubblicarono i risultati di esperimenti per mezzi dei quali
assicuravano avere isolato il HIV. Al fine e per la prima volta nella storia del HIV, gli investigatori seguirono i passi accettati internazionalmente per l'isolamento di particelle retrovirales. Senza nessuna sorpresa, nella banda
sedimentata a 1.16gm/ml di sucrosa, dove si sa sedimentano i retrovirus, la cosa unica che si trovò furono resti cellulari. A 1.16 gm/ml non c'era niente che Lei
sembrasse ad una particella retroviral. Gli investigatori non poterono isolare al HIV, semplicemente perché il HIV non stava lì per essere isolato.

Si è proporsi che tutte quelli sostanze che indicano indirettamente l'esistenza del HIV, non siano materiale virale, ma siano sostanze indotte per gli agenti ai quali le persone sieropositive, i malati di AIDS o le coltivazioni si sono esporsi (31). Quando si trovano nelle persone, queste sostanze fanno parte degli effetti chimici regolari della risposta a quello
estrés(82), secondari alle esposizioni ad agenti stressanti di origine chimica, fisica, biologica, mentale e nutrizionale.

3.10. è pertanto possibile concludere che tutto il modello dell'AIDS come una malattia infettiva, virale e contagiosa, ha la sua base in un organismo inesistente. Cioè che il fondamento di tutta la concezione virale dell'AIDS è un fantasma.

CONCLUSIONI E RACCOMANDAZIONI

1. non esistono dati scientifici che possano sostentare le seguenti credenze: che l'AIDS sia una malattia infettiva causata per un retrovirus donominado il HIV; che l'AIDS sia un'entità contagiosa, trasmessa per mezzo dei liquidi corporali tali come il sangue, le secrezioni genitali ed il latte materno; che un risultato positivo in denominata la prova dell'AIDS sia indicativo di infezione col HIV; che una volta positivo nella prova dell'AIDS l'individuo sviluppasse l'AIDS; che una persona sieropositiva nella prova dell'AIDS può prevenire lo sviluppo della sindrome usando medicine
anti-retrovirales; che l'uso di droghe anti-retrovirales può prevenire la trasmissione del HIV di una donna incinta a suo figlio; che l'AIDS può trattarsi con medicine anti-retrovirales; che l'uso di dorgas
anti-retrovirales è sicuro e liberi di effetti secondari seri; e che per tutta la cosa anteriore, è razionale trattare o prevenire l'AIDS con medicine anti-retrovirales.

Tutti questi non sono più che supposizioni teoriche senza nessuna validità scientifica.

2. al contrario, ci sono molti fatti scientifici che indicano come: le prove usate nella diagnosi dell'infezione HIV sono straordinariamente inadeguate; che essere HIV positivo non indica che la persona sia infettata col HIV; che ci sono più di 70 ragioni differenti per avere un risultato positivo nella chiamata prova dell'AIDS; che la trasmissibilità e la contagiosità dell'AIDS non sono reali; che il rischio di sviluppare l'AIDS dopo essere stato
sieropositivo è ignorato; che il HIV non è la causa dell'AIDS; che neanche il HIV sembra esistere; che quella che si conosce come AIDS è una sindrome tossica e nutrizionale; che tutti le droghe anti-retrovirales come l'AZT, gli inibitori di proteasa ed altri, sono altamente tossici per gli umano; che i medicine anti-retrovirales può per se stessi causa l'AIDS; che le donne incinta, i neonati ed i bambini, sono molto più vulnerabile a
gli effetti tossici di queste medicine.

3. qua l'informazione scientifica analizzata dimostra che non solamente è irrazionale ma anche antiético trattare o prevenire l'AIDS con droghe anti-retrovirales tossici.

Inoltre, sta contro il buonsenso trattare o prevenire una condizione tossica con più tossicità.

4. il trattare o prevenire l'AIDS con medicine anti-retrovirales è inoltre una violazione della Dichiarazione Universale dei diritti umani. L'Articolo 5 della Dichiarazione Universale dei diritti umani stabilisce che:


Nessuno deve essere sommesso ad un trattamento o pena in forma inumana, crudele o con tortura.

Pertanto nessuno ha diritto a sottomettere le persone con HIV o con AIDS a trattamento inumano così questo sia realizzato nel migliore interesse della comunità.

5. come conseguenza, l'uso di medicine anti-retrovirales per trattare o prevenire l'AIDS, deve essere sospeso immediatamente. Il danno causato per questi trattamenti irrazionali ha serie implicazioni
legali. Le possibilità di domande e compensazioni monetarie sono sempre di più chiare.

6. di uguale forma, è urgente il replanteamiento di tutta la concezione dell'AIDS come una malattia infettiva e trasmissibile.

7. le persone hanno il diritto a conoscere entrambi i lati della storia, specialmente quando esse devono prendere decisioni relazionate con la sua propria salute. Il non informare circa i fatti menzionati in questo articolo, è una
violazione seria del diritto dell'individuo al consenso medico ben informato.

L'autodeterminazione e l'autonomia sono state riconoscenti, in effetti, come valori morali fondamentali per le leggi di Stati Uniti yse applicano in forma abitudinaria al contesto medico. Nel caso Schloendorfff di 1914, il giudice Nenjamin Cordozo pensò: Ogni essere umano adulto e razionale ha il diritto a determinare quello che si deve impadronire del suo proprio corpo

I requisiti per il consenso informato sono i seguenti:

1) l'apprendista deve provvedere tutta l'informazione, includendo i rischi ed i benefici di che una persona ragionevole ha bisogno conoscere per potere prendere una
decisione.

2) la persona che dà il suo consenso deve essere competente e capace di capire l'informazione facilitata.

3) il consenso deve essere fatto in forma volontaria e senza nessuna coazione. È il desiderio e la speranza degli autori di questo articolo che gli argomenti scientifici contenuti in lui possano allertare le persone circa l'altro viso della storia.

NOTA: Il dottore Roberto Giraldo M. è medico internista egresado dell'Università di Antiochia, con specializzazione a Londra. Risiede a New York.
Appartiene al Gruppo di Replanteamiento della teoria SIDA/VIH. È membro attivo della Fondazione Arte E Scienza di Medellin. Il documento fa parte di un articolo più esteso che sarà pubblicato per la Rivista Continuum, di Londra, scritto per il dottore Giraldo, in compagnia di Michael Ellner (Hipnoterapista Clinico. Ministro, Presidente di HEAL-NY), Celia Farber (Giornalista, membro della Giunta Direttiva del Gruppo per il Replanteamiento Scientifico dell'Ipotesi VIH/SIDA, NY), Barnett J. Weiss (Lavoratore Sociale, Membro della Giunta D. di HEAL, NY), Francis R Buianouckas (Ph.D. Professore di Matematica, Membro Direttivo e Consigliere Scientifico di HEAL, NY), Tom DiFerdinando (Fisioterapeuta Alternativo, Direttore Esecutivo di HEAL, NY), Ray Vagg (Attivista per la causa
dello sradicamento dell'AIDS, Membro Direttivo di HEAL, NY) ed Edward A. Lieb (Produttore del Programma di Televisione Il Senso del Benessere, Dirigente di HEAL, NY).

Gli Agenti Stressanti Immunologici sono la Vera Causa dell'AIDS

Riassumono di conferenza presentata nel seminario organizzato per l'Unione per Soluzioni Alternative per l'AIDS (Usi).

Miami, Florida Settembre 9 di 2001

1. il HIV non può essere la causa dell'AIDS

Esistono sufficienze fatti scientifici che indicano come quello denominato virus dell'immunodeficienza umana o HIV, non compie i requisiti dell'epidemiologia, quelli della biologia, né quelli del buonsenso per essere la causa della sindrome di immunodeficienza acquisita o AIDS.

Il HIV non è né necessario, né sufficiente, né precede sempre allo sviluppo della sindrome. Così lo constatano le migliaia di casi di AIDS che sono HIV negativi e tutta una moltitudine di persone assolutamente sane e che non sviluppano mai AIDS, nonostante essere HIV positive. Inoltre, ci sono molti individui che primo sviluppano immunodeficienza e solo dopo Lei tornan HIV positivi.

Il HIV non è un virus patogeno e pertanto non può spiegare le alterazioni immunologiche, né la patogenesi né la storia naturale dell'AIDS. Ancora più, esiste un'abbondante documentazione obiettiva che segnala come neanche quello che conosciamo come HIV, sembra che sia un virus con existencía reale. Il HIV non è stato mai isolato o purificato
particella virale libera ed indipendente.

Poiché non si è potuto mai dimostrarsi che il HIV distrugga al sistema immune e causi l'AIDS, gli investigatori che difendono eccitatamente al HIV come la causa della sindrome, propongono ad una grán varietà di agenti come cofactors o ayudadores del HIV nella genesi dell'AIDS. Tuttavia, quelli cofactores; sono per se stessi agenti inmunosupresores e generano AIDS senza necessità della presenza del HIV.

Preferisco richiamare a quelli cofactors agenti stressanti immunologici. I seguenti sono alcuni degli agenti inmunosupresores che sono stati represso come cofactoresdel HIV: Alcool, cocaina, eroina, marijuana, cigarillo, anfetamine, nitriti volatili come quelli denominati poppers, agenti inquinanti chimici dell'ecosistema, alergenos, citomegalovirus, virus herpes tipi 1, 2 e 6, herpes herpes zoster, virus di Epstein Barr, adenovirus, altri
retrovirus, virus dell'epatite A, B e C, papovavirus, micoplasmi ed altri superantígenos, tubercolosi, lebbra, malaria, tripanosomiasis, filariasis ed altre malattie tropicali, malattie di trasmissione sessuale, sémen,
sanguini, fattore VIII della cuagulación, ansietà, depressione, panico, insonnia, manca di riposo, esercizio estenuante, cattive condizioni sanitarie, povertà, malnutrizione e varie deficienze vitaminice.

Lo studio diligente della letteratura scientifica permette di concludere quindi che l'AIDS non è una malattia infettiva e che tampóco si trasmette sessualmente. La trasmissione dell'AIDS della madre al feto o attraverso il latte materno sono semplici miti o supposizioni senza nessuna evidenza obiettiva. La transmisióndel stata per il sangue suppostamente infettato col HIV, tampóco è certo.

2. le vere cause dell'AIDS

La circostanza realmente nuova che circonda a tutti i gruppi di persone che sviluppano l'AIDS con maggiore frequenza, è la sua esposizione esagerata nelle ultime decadi, ad una varietà di agenti stressanti immunologici.

La cosa nuova in alcuni settori della comunità omosessuale dei paesi industrializzati è l'uso di afrodisiaci e droghe sicoactivas iniziato nella decade del settanta. Nell'Africa, l'Asia ed i Caraibi le circostanze nuove sono i livelli insopportabili di povertà a che sono stati
sommessi i suoi abitanti. La povertà non era stata mai prima tanta e tán generalizzato e la ricchezza tanta e tán concentrato nelle mani di alcuni pócos.

Gli agenti stressanti variano pertanto di persona a persona, di gruppo a gruppo e di continente a continente. Nei paesi industrializzati le droghe sicoactivas è il principale fattore di rischio per l'AIDS.

Invece, nei paesi sottosviluppati la povertà con tutte le sue conseguenze come la malnutrizione, infezioni e parassiti sono il principale fattore di rischio per l'AIDS.

Coincidencialmente, l'AIDS appare in distinti e distanti gruppi di persone nella seconda metà del secolo venti, in un momento quando il sistema immune degli umano già questo saturo e si è deteriorato seriamente, dovuto ad esposizioni involontarie attraverso le condizioni di vita - a che sono sommesse le persone - ed a volte volontarie attraverso lo stile di vita - a
che sono forzati -, ad agenti stressanti per il sistema immunologico.

Nelle ultime decadi, questi agenti stressanti sono stati in aumento costante tanta in quantità come in varietà, in tutto il pianeta. Le possibilità del sistema immune non sono infallibili né infinite. Esse hanno
limita. L'AIDS è il peggiore stato di deterioramento al quale può arrivare il sistema immune delle persone. Nell'AIDS altri sistemi corporali si sentono anche seriamente deteriorati. Con l'AIDS si inaugura pertanto, una nuova epoca nella storia delle malattie dell'uomo.

L'incremento di agenti stressanti nell'ecosistema umano, sta mettendo sul serio pericolo la preservazione della nostra specie. L'AIDS è una campana di all'erta. Tuttavia, il HIV non permette di vedere la grave situazione in che Lei
trova sommersa la specie umana.

Abbondanti fatti reali indicano, come una varietà di agenti stressanti per il sistema immune, di origine chimica, fisica, biologica, mentale e nutrizionale, sono i veri agenti eziologici o causali dell'AIDS.

Gli agenti stressanti agiscono per se stessi o stimolano la produzione di radicali liberi del tipo degli agenti ossidanti, i quali causano danno tra altre molte, alle cellule e le funzioni inmunocompetentes.

Questa è la ragione per mezza della quale gli agenti
antiossidanti hanno una carta cruciale nel trattamento e nella prevenzione dell'AIDS.

3. proposta di definizione per l'AIDS

Per evitare di continuare confondendo le persone che HIV ed AIDS sono una stessa cosa; e come quella che si conosce come HIV non è la causa dell'AIDS ed inoltre, come mai si è dimostrato che sia un virus reale, la parola HIV deve togliersi di ogni definizione dell'AIDS. Può e deve capirsi all'AIDS come la più severa di tutte le immunodeficienze acquisite, dovuta ad esposizioni multiple, ripetute e croniche ad agenti stressanti per il sistema immune, ed il cui distribuzione varia dentro i gruppi di persone che sviluppano la sindrome con maggiore frequenza.

Gli agenti stressanti immunologici esercitano effetti
inmunotóxicos, inmunogénicos o ambedue, i quali generano un stato di stress oxidativo nelle cellule inmunocompetentes e nelle reazioni metaboliche del sistema immune. Il deterioramento progressivo e continuo del lavoro del sistema immune, porta all'individuo ad un deficit severo delle funzioni immunologiche di difesa, omeostasi, e vigilanza, con la susseguente apparizione simultanea di infezioni, neoplasie ed alterazioni metaboliche. Il
collasso del sistema immune causa eventualmente la morte dell'individuo.

4. trattamento e prevenzione dell'AIDS

Questa messa a fuoco dell'AIDS entità tossica, nutrizionale ed oxidativa permette come che possa trattarsi, premunirsi e sradicarsi in forma effettiva, facile ed economica.

Per il trattamento dell'AIDS devono applicarsi i principi basilari del trattamento delle malattie tossico-degenerative cronache: Deve impennarsi al massimo possibile l'esposizione ad agenti stressanti, disintossicare gli organi e sistemi intossicati e stimolare al sistema immune.

Medicine tali come l'AZT, inibitori di proteasa ed altre antiretrovirales simili, devono eliminarsi del trattamento e della prevenzione dell'AIDS, dovuto
a che sono agenti inmunotóxicos che potenzialmente possono contribuire a generare la sindrome. Tampóco ha senso utilizzare medicine per ostacolare la replicazione del HIV, dato che non si è dimostrato mai scientificamente che questo abbia qualche carta causale nella patogenesi dell'AIDS.

Inoltre, è assurdo trattare di destrir ad un virus il cui esistencia non si è dimostrato mai. Il controllo e lo sradicamento dell'AIDS sono facilmente possibili e ciò dipende da quello che si evitino le esposizioni ad agenti stressanti immunologici, si disintossichi all'individuo e si stimolino gli organi e sistemi indeboliti.

I programmi e campagne attuali di prevenzione dell'AIDS, basati fondamentalmente nel denominado;sexo sicuro, con distribuzione generalizzata di preservativi, non sono riusciti non solo a diminuire le cifre dell'AIDS, ma hanno
promosso la promiscuità. Ugualmente le campagne statunitensi di regalare siringhe pulite - senza HIV - ai drogati, oltre ad aiutare a generare l'AIDS, stimolano la tossicodipendenza ed il traffico di droghe. Tutti le droghe sicoactivas che si introdursi al corpo per qualunque via, sono inmunotóxicos potenti.

5. le prove per HIV non sono adeguate

Le denomidas prove per il HIV - Elisa, Western blot, Carico Virale - non sono sensibili né specifiche per scoprire infezione passata o recente col HIV.

Finché non si è isolato e purificato al HIV, non può garantirsi che i risultati positivi in queste prove indichino infezione per il HIV. Le persone che reagiscono positivamente in queste prove non sono infettate col virus che supuestramente causa l'AIDS. Queste persone reagiscono positivamente in dette prove, per essere stato esposte a molti sfide antigénicos e tossici e molto probabilmente i suoi sistemi immuni sono ossidati ed indeboliti e questa è la ragione per la quale queste persone hanno un maggiore rischio di sviluppare l'AIDS.

Quello che conosciamo come HIV è allora un tabellone di immunodeficienza ma non è la causa dell'AIDS, prima al contrario, il magnifico HIV è una conseguenza della patogenesi dell'AIDS.

6. perché si commise l'errore circa le cause dell'AIDS.

Questo errore Lei cometó dovuto in parte all'eccesso di teoria infettiva o pregiudizio microbiologico nella mente di investigatori, professionisti della salute, giornalisti e nel pubblico in generale. Questo pregiudizio proviene dal
esagerazione della teoria germinale promulgata per Pasteur e Koch, la quale offrì al suo tempo benefici alla medicina. Sfortunatamente, oggi si continua a pensare come alla fine del secolo XIX che tutto è infettivo che tutto si contagia e che deve avere un microbo che lo causi.

Il mondo si preparò attraverso un secolo tremendo ai microbi, per commettere l'errore circa l'eziologia dell'AIDS. Non c'era maniera di evitarlo.

Un altro dei fatti che ma favorì arrivare all'errore commesso sta nei difetti della metodologia investigativa, cioè, nell'inadempimento dei
ingiunzioni epidemiologice. Nessuno dei postulati su cui si basa la teoria infettiva dell'AIDS compie i requisiti del metodo investigativo. Nessuna delle basi dell'ipotesi HIV-AIDS, è stato dimostrata a livello obiettivo. Non sono ma che semplici supposizioni
teorica create per le menti dei generatori di quella teoria.

Praticamente, il mondo intero si abituò a credere tutto quello che ci dicono le chiamate uomini di scienza. Infortunadamente attualmente, la capacità
critica e di questione delle persone è precticamente nullo. Non si chiedono le prove necessarie per le affermazioni apparentemente scientifiche e frequentemente i temi della scienza si definiscono in conferenze stampa.

La peggiore epidemia che soffre il mondo contemporaneo, è un'epidemia di crísis nella metodologia scientifica (53). Ella è molto più grave ed estesa dell'epidemia dell'AIDS. La credenza internazionale che l'AIDS è una malattia
infettiva e di trasmissione sessuale, è una delle conseguenze della crísis del metodo scientifico.

E sopravverranno più conseguenze, non sia che correggiamo la rotta e prendiamo una via pavimentata con una metodologia investigativa autenticamente obiettiva.

La corruzione in tutte le sfere della società è un altro fattore che aiutò a che si commettesse l'errore e la cosa perpetua.

Molti investigatori lavorano non per l'interesse di servizio al suo semejates, bensì per ottenere fama,
riconoscimenti e premi. Inoltre, si è creato un'industria dell'AIDS molto redditizio e quelli che Lei
beneficano di lei, si opporsi e si opporsi con tutte le sue forze a che si corregga la rotta.

La comunità scientifica si è sbagliata molte volte nell'ultimo secolo considerando infettive molte malattie che non lo sono, come succedè con la pellagra, lo scorbuto ed il beriberi, per menzionare solo alcuni esempi.

L'errore commesso questa volta con l'AIDS, ha moltissimo una grandezza maggiore per le ripercussioni catastrofiche su migliaia di persone che soffrono di questo sindrome tóxico/nutricional, in differenti gruppi sociali di tutti i continenti. La colpevolezza dell'errore commesso con l'AIDS, ricade su alcuni pócos investigatori ed istituzioni di salute del governo degli Stati Uniti.

La maggioranza delle persone semplicemente il mondo, credè gli uomini di scienza.

7. conclusioni

Questa ipotesi tóxico/nutricional dell'AIDS risolve tutti i problemi che l'ipotesi infecciosa/viral non è riuscita risolvere, nonostante le milionarie somme invertite in investigazione, prevenzione ed attenzione dei pazienti.

L'AIDS è il peggiore stato di deterioramento al quale può arrivare il sistema immune delle persone. Nell'AIDS altri sistemi corporali si sentono anche seriamente deteriorati. Con l'AIDS si inaugura pertanto, una nuova epoca nella storia delle malattie dell'uomo.

L'incremento di agenti stressanti nell'ecosistema umano, sta mettendo sul serio pericolo la preservazione della nostra specie. L'AIDS è una campana di all'erta. Il HIV occulta e non permette di vedere il pericolo in cui si trova sommersa la nostra specie.

L'analisi, intendimento e risoluzione dell'errore commesso circa la causa dell'AIDS, obbligherà alle autorità medici mondiale a riproporre le sue tattiche e strategie nell'attenzione della salute delle persone. Discuterà, farà diagnosi ed esporrà soluzioni alle forme ingiuste come si riferiscono socialmente gli uomini della società moderna, e che in ultima istanza sono
le responsabile dell'esistenza dell'AIDS.

L'uscire dalla crísis è un problema che compete a tutti:

La gravità di questa situazione esige che agiamo in conseguenza e con risoluzione.

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